83 Risposte

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  1. Lisa
    Lisa at |

    Ciao. La prima volta che ho avuto un attacco di panico risale a quindici anni fa. Ho provato puro terrore. E lo stesso terrore e orrore lo provo ancora oggi che con cadenza temporale non precisa si ripresentano. Pagherei per non essere soggetta a questi momenti di pura paura ma ho dovuto imparare a conviverci. Convivo da 7 anni con un cardiologo, sulla carta una svolta..tutte le volte che sta per prendermi il fatidico infarto ci sarà lui a strapparmi alla morte! In realtà non mi regge piu’ e il giorno che avrò un problema di salute che non sarà un attacco di panico non se ne accorgerà nemmeno. Vorrei lanciare un segnale di ottimismo a tutti coloro soffrono di questo brutto, fastidioso e pauroso male. INIZIA E FINISCE. E quando finisce si prova un benessere che ci fa sentire fortunati. E questo ogni tanto lo dimentichiamo. Perche di gente che veramente ha malattie, tumori, cardiopatie ce ne stanno e sono pure tanti. Quindi..speriamo bene e pensiamo positivo..anche se ogni tanto le nostre paure prendono il sopravvento. Ciao a tutti

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  2. morositas
    morositas at |

    Salve,
    circa un mese fa, dopo un’altra estate di lavoro senza tregua, senza ferie e tanto stress e responsabilità accumulate, dormivo con il mio ragazzo e nel cuore della notte mi sono svegliata in preda alla paura, al terrore, con il cuore in gola che mi batteva senza fine. Volevo fuggire da quella stanza, mi sono chiesta cosa ci facessi li di fianco a lui, come se fosse un perfetto sconosciuto. Mi mancava l’aria, mi sentito morire . Ho iniziato a praticare un pò di respirazione profonda e mi sono sentita di rivolgermi anche a Dio , che mi aiutasse in quel momento di paura e terrore. Da quel giorno ho paura di provare la stessa paura e i miei giorni sono accompagnati da paure e angoscia, ho persino paura che il motivo sia il mio ragazzo. Nei giorni precendenti a questo evento mi lamentavo continuamente del lavoro e di quanto fossi stanca e ringraziavo che almeno il mio compagno fosse li accanto a me a sopportarmi . ma dopo questo evento ho sempre la stessa paura.. e se quell’attacco fosse riferito a lui, como posso avere dubitato di lui.? non conoscevo il terrore e la paura , ora si! :(

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    1. IPSICO
      IPSICO at |

      Carissima, l’attacco di panico è un fenomeno relativamente normale (come può essere un attacco emicranico) e rimuginare su quale possa essere la causa che ha avuto (ragazzo o altro) è del tutto improduttivo e tende ad aumentare l’attenzione e il rimuginio sul fenomeno, nonché il rischio che si ripeta. Cerchi, nei limiti del possibile, di vivere come se non fosse mai accaduto, senza continuare a chiedersi perché è accaduto e senza aspettarsi che torni da un momento all’altro. Cerchi di fare la sua vita normale e di “non pensarsi” più, come se avesse fatto un brutto sogno o si fosse svegliata con un forte mal di testa. Qualora non dovesse riuscirle in breve tempo e si accorgesse che la paura dei futuri attacchi e tutti gli altri sintomi attuali permangono, non esiti a rivolgersi a uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale. Saluti

  3. Diana
    Diana at |

    Ciao a tutti. ho subito più violenze da bambina soprattutto psicologiche da parte della mia famiglia. mi è sembrato nella disperazione di sopravvivere e ad un certo punto a 17 anni sono fuggita da quell’inferno. mia madre non mi ha mai più cercata. ora ho 27 anni e da tre anni circa combatto contro stati di ansia e panico a seconda degli eventi. la psicoterapia è FONDAMENTALE e la consiglio anche se affrontare un problema è sempre molto difficile e gli ostacoli sono molti. i disturbi per quanto mi riguarda sono sudorazione panico..e soprattutto giramenti di testa. da piccola era nausea forte. forza e coraggio. lo dico a me e a tutti quelli che ne soffrono.

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  4. Chiara
    Chiara at |

    Salve, volevo un consulto per capire ciò che mi è accaduto poco tempo fa. Stavo normalmente camminando quando ho avvertito una strana sensazione, quasi di mancamento, in cui non mi sentivo completamente cosciente, provavo la percezione di essere estraniata dal mondo esterno e, a volte, anche da me stessa, ero come intontita, con la sensazione di svenire. Era assieme ad un gruppo di amiche e ho dovuto reggermi ad alcune di loro per avanzare. La cosa mi era già capitata e la collegavo ad un semplice mancamento. Io ero spaventata ma ridevo, trovavo la situazione buffa anche se inusuale fino a quando la situazione non è peggiorata, vedevo le cose a scatti, sentivo qualcosa al petto, come un palloncino e ho iniziato ad avere grandi fremiti. Sentivo quasi una scossa lungo il corpo che mi obbligava a scuotermi e non potevo evitarlo. Avevo alcune fitte di paura molto intense che mi arrestavano. Il tutto è durato circa cinque, dieci minuti, poi mi sono seduta. Ho iniziato a sentirmi meglio ma ero molto sudata, faceva caldo ma questo non spiegava la mia eccessiva sudorazione, le mani tremavano moltissimo, le mie amiche hanno concordato sul fatto che avessi il battito accelerato. Ne ho parlato con la mia migliore amica, che ha sofferto e a volte anche ora sporadicamente di attacchi di panico, e ha pensato che anche questo fosse il mio caso.
    Io sono rimasta allibita, non solo perchè non avevo collegato la cosa ad una situazione psicofisica ma solo fisica ma anche perchè, da come me li aveva descritti lei, ritenevo fossero terribili e che si avesse come la sensazione di morire cosa che, comunque, a me non è accaduta. L’altro giorno ho riavvertito questo tipo di sensazione anche se diversa, ero scossa come dopo un grande sforzo fisico, tremavo, mi sentivo strana, avevo una leggera nausea e una percezione nel petto.
    Io, ora, non so cosa pensare o fare, ho riscontrato parecchi dei miei sintomi nella sintomatologia degli attacchi di panico ma non sono sicura che è di questo che si tratti. Ne ho parlato il giorno stesso della crisi con mia madre, quando ancora non sapevo ancora che potesse essere un attacco di panico.
    Come dovrei procedere? Grazie mille per l’attenzione,

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    1. IPSICO
      IPSICO at |

      Anche se non fossero veri e propri attacchi di panico, si tratta in ogni caso di manifestazioni fisiche espressione di uno stato emotivo alterato e determinate da iperattivazione del sistema nervoso. Oltre a non spaventarsi, per evitare di entrare in un circolo vizioso di ansia crescente, valuti l’opportunità di rivolgersi a un bravo psicoterapeuta per cercare di individuare le cause del disagio, che possono stare anche in un semplice accumulo di stress. Saluti

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